(CRSP/03/0560) – Salernitana: Nonostante la sconfitta la matematica non condanna ancora i granata – La Salernitana perde in malo modo al “Del Duca” di Ascoli e le speranze di salvezza si affievoliscono ancora di più – La Salernitana di Mimmo Scafuri
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Ippocampo Salernitana 1919 La Salernitana perde in malo modo al “Del Duca” di Ascoli e le speranze di salvezza si affievoliscono ancora di più , un vero peccato perché la squadra ha disputato l’ennesima gara all’insegna dell’agonismo e della combattività, ma le speranze si sono infrante su di un palo della porta difesa da Guarna. Questa è la cruda verità, anche nel calcio, così come nella vita, il “se” ed i “ma”non reggono, che poi Grassadonia abbia sbagliato la formazione iniziale sia un dato di fatto inconfutabile dallo stesso interessato, ma certamente il tecnico non può sostituirsi a Polito che becca un goal parabilissimo da trenta metri e che il difensori si facciano superare come dilettanti. Con il senno del poi e con il risultato acquisito tutto diventa più facile, le pecche vengono evidenziate in modo macroscopico e le colpe aumentano di percentuale per tutti, in particolare per l’allenatore, che nella buona o nella cattiva sorte rimane sempre al centro dell’attenzione. Per carità Grassadonia avrà potuto sbagliare anche la scelta dell’undici iniziale, infatti Balestri e Merino hanno subito palesato la loro condizione fisica approssimativa e magari il cambio tra Stendardo e Bastrini è apparso intempestivo, ma a parlare di sostituzioni completamente sbagliate ci sembra un tantino esagerato. Il cambio tra Merino e Caputo poteva diventare addirittura azzeccatissimo se l’ex barese non avesse inopinatamente divorato il goal del 3 a 1, che avrebbe chiuso definitivamente la partita, così come l’entrata in campo di un difensore al posto di uno spompato Cozza per difendere il vantaggio, non sembra affatto una mossa azzardata, anzi 8 allenatori su 10 la fanno, insomma le cose sono andate male ed inevitabilmente le colpe ricadono, giustamente, sul trainer. Fatto è che questa ennesima ed inaspettata sconfitta infligge un duro colpo alle speranze della tifoseria in ottica salvezza, una sorte di ko, per usare un gergo pugilistico, che potrebbe aver mandato definitivamente al tappeto l’ottimismo delle due ultime partite, anche se la matematica offre ancora dei margini di salvezza, ma soprattutto l’attaccamento della squadra ai colori sociali, lascia ancora aperta una feritoia nel muro della disperazione. Peccato che il silenzio stampa imposto a tecnici e squadra non consenta di avere una panoramica ben precisa della situazione, tenere la bocca cucita in un momento come questo appare veramente incomprensibile, troppo facile fare le passerelle davanti a taccuini e telecamere quando le cose vanno bene, che offrono, tra l’altro, la ghiotta occasione a tanti personaggi di salire sul carro del vincitore, una pratica, purtroppo, molto in voga nell’ambiente granata. Un’annotazione finale va fatta con pacata riflessione, ovvero mancano 14 partite al termine, con 42 punti ancora a disposizione, sperare in un miracolo, almeno fino alla gara di Ascoli, appariva possibile, ora la Salernitana deve viaggiare ad un media di due punti a partita, tale imprimatur è nelle possibilità della Salernitana? La razionalità dice no, il cuore un si convinto e passionale, allora si riprenda il cammino interrotto e chissà… – (Traslation in English) – The Salernitana loses badly to the “Del Duca” in Ascoli and hopes of salvation fade even more, a real shame because the team has played the race again the banner of competetion and combativeness, but hopes are violated on a goalpost defense Guarna. This is the plain truth, even in football as in life, the “if” and “but” do not hold, then Grassadonia has missed the initial training is an indisputable fact by individuals themselves, but certainly not the coach may substitute a goal Polito pecking parabilissimo by thirty feet and that the defenders do pass as amateurs. With hindsight and with the results achieved through simple, the flaws are so glaring and highlighted the faults of a percentage increase for all, especially for the coach, who in good or for worse remains the center of ‘attention. Grassadonia for charity will have the choice of eleven initial mistakes, and it Merino Balestri clear that they have suffered physical and perhaps the approximate exchange rate between standard and Bastrini appeared unexpectedly, but is completely wrong to speak of substitutions seems a bit exaggerated. The exchange rate between Merino and Caputo could become even azzeccatissimo whether the former Bari had not unexpectedly devoured by 3 goals to 1, which would have closed the match, as well as the entry into the field of a defender instead of a knackered to Cozza defend the advantage does not seem a risky move, even the 8 coaches in 10 do, in fact things have gone wrong and inevitably the blame, rightly, on the trainer. The fact is that this further and unexpected defeat deals a severe blow to the hopes of supporters in optical salvation, a sort of ko, to borrow from boxing, which could have sent permanently to the floor the optimism of the last two matches, although the mathematical still offers the margins of safety, but above the attachment to the team colors, still leaves open a loophole in the wall of despair. Pity that the news blackout imposed on the technical team and does not allow to have a precise overview of the situation, keep your mouth shut at a time like this is really incomprehensible, too easy to make the walkways in front of notebooks and cameras when things go well, offering, among other things, the drip pan when so many people getting on the bandwagon, a practice, unfortunately, much in vogue in the grenade. A record should be made final with quiet reflection, or missing 14 games finished, with 42 points remaining, hoping for a miracle, at least until the race Ascoli, seems possible, Salernitana now must travel to an average of two points per game, the imprimatur and the possibilities of Salernitana? Rationality says no, the heart is a convinced and passionate, then resume the interrupted journey, and who knows.
© Mimmo Scafuri, Salerno 9 marzo 2010
Salerno in vita
Frutto di una ricerca sulla vera essenza di Salerno, il nostro progetto propone scorci oggettivi di questa città. La nostra Salerno, al mattino, è carica di energie e come una grande macchina a cui è stato dato il via al processo, si popola freneticamente e comincia a nutrirsi delle nuove risorse. La velocità con cui questa grande energia viene distribuita fino ad esaurirsi, varia a seconda del momento della giornata e della situazione. Il tramonto segna un passaggio importante per questa città: i locali, le strade, le piazze si popolano di giovani che con ritmi in assoluto più frenetici, continuano a consumare quel che resta dell’energia, al punto di non essere più in grado di dosarla. Nell’aria si percepisce ancora l’essenza della notte trascorsa, quando l’alba segna l’inizio di un nuovo giorno.
© Alessandro D’Elia e Carmine Renzulli
Articolo postato da Mimmo Scafuri sul blog di sportcinema.it nella categoria: Salernitana e Cronache Sportive, lì 9 marzo 2010, Salerno (Italy).
http://www.sportcinema.it







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